D’Amico e Di Pangrazio: una legge per L’Aquila

“Abbiamo letto con estremo interesse la proposta del Sindaco Cialente di approvare rapidamente una legge sulla ricostruzione dell’Aquila e dei territori colpiti dal sisma del 6 aprile 2009. Tale legge nazionale, così com’è accaduto nelle migliori esperienze di ricostruzione in Italia, ha necessità di una correlata norma regionale, che regoli in particolare gli obiettivi generali della ricostruzione ed i processi di partecipazione”. Questa l’opinione dei consiglieri Giovanni D’Amico e Giuseppe Di Pangrazio che alla proposta di Cialente rilanciano con un proprio progetto. “Dall’autunno scorso abbiamo avviato l’elaborazione di un progetto di legge regionale e lo abbiamo sottoposto a diverse istanze civili ed istituzionali. L’odierna sollecitazione ci convince ancor di più della necessità di accelerare i tempi per la formulazione di una proposta di legge regionale organica, che interfacci le competenze nazionali e regionali, coordinandole con le funzioni commissariali, che dovranno lasciare via via spazio alle giuste sedi istituzionali e democratiche”. I consiglieri chiedono al Sindaco Cialente un incontro per rilanciare un lavoro già avviato e condiviso, anche con la costituzione di un gruppo di lavoro, che renda immediatamente disponibile alla discussione pubblica un progetto di legge regionale per la ricostruzione ed il contestuale rilancio per la città dell’Aquila del ruolo di capoluogo d’Abruzzo”.

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Le falsità di Chiodi sulla giunta di centro sinistra

“Il presidente della Giunta Chiodi sbaglia imputando alla precedente giunta irregolarità e inadampienze. La verità è un’altra ed è contenuta negli atti di programmazione in materia di sanità, grazie alla quale, pur partendo da una situazione gravemente debitoria di 1 miliardo 760 milioni di euro, siamo riusciti a invertire la tendenza e ad avviare un circolo virtuoso”. Così il consigliere regionale del Pd, Franco Caramanico, replica alle affermazioni rilasciate dal Governatore della Regione Abruzzo. “L’avvio del risanamento – spiega Caramanico – non si è avuto con il commissariamento, come sostiene Chiodi, bensì con l’approvazione da parte della precedente giunta di centro sinistra del piano di rientro approvato nel 2007. Un risanamento dovuto anche all’approvazione di importanti leggi, come la legge regionale n. 20 del 2006 sull’appropriatezza del ricoveri e la legge 32 del 2007 sull’accreditamento e l’autorizzazione delle strutture sanitarie. Grazie a queste misure, infatti, la Regione Abruzzo è riuscita a ridurre il deficit sanitario annuale, che nel 2005 ammontava a 469 milioni di euro, a 394 milioni di euro nel 2006, a 164 nel 2007, a 106 nel 2008, a 80 nel 2009. Tutto questo a dimostrazione del fatto che la giunta di centro sinistra è stata l’artefice di un processo di risanamento di cui gli abruzzesi hanno beneficiato e che è valso alla Regione i complimenti del Ministero ed hanno impedito aumento nuove tasse. D’altra parte questi dati non sono frutto di fantasia, ma sono certificati dal DPEF approvato dal governo regionale di centro destra. Inoltre – continua Caramanico – che sia stato fatto un buon lavoro lo dimostra il dato che giunta Chiodi non ha approvato altri strumenti di programmazione, limitandosi a continuare nel percorso avviato dal centro sinistra. Quanto alla questione sui controlli in merito all’appropriatezza dei ricoveri ricordo a Chiodi che sempre con il centro sinistra si è passati da una percentuale del 5% a una del 50% . Tutto questo, tradotto in cifre, ha significato per le casse della Regione un risparmio di oltre 40 milioni di euro. Le affermazioni del presidente sulla mancata programmazione sanitaria del centro sinistra mi stupiscono perché sono palesemente false: la giunta Del Turco ha approvato, con un percorso partecipato, prima la legge sulle linee guida del piano sanitario regionale e la riorganizzazione della rete ospedaliera, poi il piano sanitario regionale, che ha avuto il pregio di tagliare posti letto e risorse alle cliniche private. Invito Chiodi – conclude Caramanico – a riflettere sui dati inseriti nel programma operativo oggetto di discussione in questi giorno, visto che in questi dati si evince chiaramente un’ inversione di tendenza dei conti dal 2009 al 2010, con un incremento dei costi del servizio sanitario di 56 milioni di euro e la necessità di intervenire con nuovi tagli”.

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Giunta regionale latitante sulla crisi economica nella Valle Peligna

Assente il Presidente della Giunta, Chiodi, all’interpellanza dei Consiglieri Di Pangrazio, D’Amico e D’Alessandro ha risposto nell’ultima seduta del consiglio regionale il Vice Presidente dell’esecutivo, Alfredo Castiglione, dichiarando che nulla di concreto è conseguito alla risoluzione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale nella seduta del luglio 2009 con la quale si impegnava la Giunta ad assumere iniziative urgenti per fronteggiare la crisi dell’area Peligna.
Il Vice Presidente Castiglione ha rinviato al master plain, futuribile strumento di intervento, e si è reso disponibile ad istituire un tavolo di lavoro paritetico con i soggetti locali interessati allo sviluppo economico di questo territorio. Nella sua replica il consigliere Di Pangrazio ha chiesto che il tavolo sia istituito con la massima urgenza e tempestività. “ La Giunta regionale – hanno dichiarato i consiglieri del PD D’Amico e Di Pangrazio – è sorda persino alle risoluzioni unanimi del Consiglio Regionale. Distratta totalmente dalle urgenze che aggravano giornalmente la crisi economica ed occupazionale della Valle Peligna, per la quale non ci sono interventi di sostegno, tanto più in quanto esclusa dalle provvidenze per la ricostruzione conseguente il sisma del 6 aprile 2010. L’inerzia della Giunta regionale sta facendo regredire in maniera grave ed irrevocabile quel territorio interno. E’ necessario almeno attivare subito il tavolo di confronto quale strumento di elaborazione e di pressione nei confronti di tutti gli organi di governo competenti”.

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La Corte costituzionale avvalora la tesi di D’Amico sui lavoratori precari

Il vicepresidente del Consiglio regionale, Gioavvanni D’Amico, in una nota inviata all’Assessore Carpineta riferisce che “sul personale precario la Corte costituzionale mi dà ragione. La Sentenza n.179/2010della Corte di Costituzionale, – afferma il Consigliere D’Amico – che al punto 4 delle motivazioni, nel dichiarare non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 54, comma 1, della legge della Regione Calabria n. 19 del 2009, promossa, in riferimento all’art. 117, terzo comma, della Costituzione, dal Presidente del Consiglio dei ministri, permette di riconosce validità piena alle procedure previste con la Deliberazione n.38/2008 della Giunta regionale relativa al Piano di Stabilizzazione del personale precario della Regione Abruzzo. Ho inviato per conoscenza copia di questa sentenza al Presidente della Giunta e all’Assessore al personale per gli adempimenti di competenza”

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